I mercati e le organizzazioni sono “luoghi di relazione e di conversazione”.
Come i marketer sanno da molto tempo le ricerche di mercato non distillano più la “verità assoluta” dei clienti e nemmeno si fidano ciecamente sulle previsione di vendita e sui trend lineari basati sulla statistica lineare: sarebbe come guidare una automobile fidandosi del retrovisore in una strada che propone repentine e sistematiche curve.
I clienti (in particolari nel mondo consumer) dialogano principalmente dentro spazi informali e spontanei nella rete (social network, blog, forum) e sfuggono a gambe levate dai canali “istituzionali” proposti dalla aziende (spesso con importanti investimenti) per attirare la loro attenzione: oggi la vera risorsa scarsa.
Pare dunque che le aziende debbano aprirsi alla comunicazione andando con stile (e strategia) incontro ai luoghi in rete dove si sviluppano le conversazioni sui temi di interesse per il proprio prodotto o servizio.
Per le imprese il tema centrale è dunque sempre più entrare nella “mente” del cliente cogliendo le sue aspettative e emozionalità per tradurle in potenziale di acquisto.
Ma le aziende sono pronte a tale cambio di paradigma ? Le persone dentro l’organizzazione hanno la predisposizione ottimale per saper dialogare e “distillare” informazioni importanti dentro questi nuovi luoghi di comunicazione informale e spontanea ? Le persone che operano dentro l’impresa hanno un loro luogo di dialogo e di scambio di conoscenze e informazioni o nel quale possono trovare aiuto e supporto alle loro prestazioni ?
La comunità di pratica – basata sulle piattaforme tecnologiche dei social network - assume dentro le aziende un ruolo importante per migliorare la condivisione della conoscenza, disporre sempre e ovunque di un supporto in-formativo (strutturato e non come gli audiovisivi che illustrano con efficacia un processo operativo per l’assemblaggio di un componente o le meraviglie di un prodotto, etc.) utile alla propria prestazione, scambiarsi in modo informale idee sul miglioramento dell’organizzazione (pensiamo ai casi di fusione tra aziende o tra enti della stessa azienda) e dei processi di innovazione del prodotto e di vendita, interagire con i social network più importanti presenti in rete per portare dentro l’organizzazione spunti e idee che nascono nel “mondo digitale” dei clienti finali.